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e sulla
societ capitalistica
Jean
Louis LAVILLE
Michele
LA ROSA
Federico
Chicchi
La nuova collana nasce con l'intento di definire un nuovo spazio
pubblico di riflessione centrato sul lavoro, sui suoi attuali processi di
riconfigurazione, sulle sue dimensioni emergenti e sul suo potenziale
politico-emancipativo. Tale ambito non ci pare, infatti, sufficientemente
tematizzato e messo a fuoco sul panorama editoriale nazionale. Sembrerebbe
esservi una sorta di deviazione culturale inesorabile da tale ambito di
riflessione, quasi che il lavoro non rappresentasse pi il fulcro delle
conflittualit contemporanee ed appartenesse, oramai, ad anacronistiche cronache
di aspetti secondari della vita collettiva.
Lavoro e societ capitalistica
La societ capitalistica
fonda ancora in gran parte sul lavoro e sullo spazio sociale che esso
circoscrive la sua dinamica di valorizzazione: capire il lavoro, e la sua
complessit, significa capire come la societ capitalistica si autoistituisce
materialmente.
Il lavoro come polo conflittuale dei rapporti sociali di
produzione
La collana intende
promuovere una lettura del lavoro a partire
dal suo radicamento all'interno delle societ e
all'interno dei rapporti sociali di produzione che quest'ultima esprime
storicamente.
Il lavoro ,
infatti, quello spazio sociale, oggi sempre pi fluido, che si
determina nel rapporto dialettico con il capitale e con le forme materiali che
quest'ultimo definisce.
Il lavoro lo spazio sociale dove si producono le
soggettivit
Il mondo del lavoro per,
storicamente, anche la fonte principale di produzione delle soggettivit
sociali che si oppongono alla riduzione antropologica dell'uomo ed alla sua
mera attivit razionale e strumentale.
Molti sono gli spazi di effervescenza
sociale che si generano in epoca post-fordista: alcuni sembrano
"liberatori" di nuove autonomie ma altri dispensatori di pericolose e
nuove eteronomie sociali.
Poich il lavoro intrinsecamente spazio di produzione di
soggettivit sociali e non mera attivit di valorizzazione economica la collana
intende promuovere uno spazio di discussione che faccia del rifiuto della
privatizzazione/mercificazione del lavoro il suo principale punto di avvio.
LE
USCITE IN COLLANA

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J-L. Laville C. Marazzi M. La Rosa F.
Chicchi REINVENTARE
IL LAVORO Il lavoro oggi di fronte ad una svolta densa di rischi e
contraddizioni sociali. Il tradizionale regime di produzione capitalistico
che ha caratterizzato il xx secolo sta progressivamente perdendo la capacit
di promuovere l'organizzazione simbolica e materiale del lavoro e della vita
sociale. Gli equilibri interni ai rapporti sociali di produzione della
cosiddetta societ salariale, non corrispondono, infatti, pi alle 'pretese'
economiche e culturali che la mondializzazione esprime ogni giorno che passa
con maggior forza. Bisogna dunque, oggi, reinventare la trama sociale del
lavoro rifiutando, in primo luogo, la sua riduzione alla sfera di
valorizzazione economica e in secondo luogo rilanciando un nuovo statuto del
lavoro che faccia della promozione del differenziale soggettivo di ciascuno,
e del legame sociale all'interno del quale esso solo si genera, la sua prima
ragione d'essere. In questo volume, alcuni autorevoli sociologi europei si
confrontano con le trasformazioni sociali ed economiche post-industriali e
post-fordiste cercando di ripensare il lavoro all'interno di una prospettiva
di analisi che lo interpreta come un 'bene comune', come uno spazio pubblico
da difendere e riprogettare politicamente. |

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Michele La Rosa WEBER MARX E PANZIERI
Ricerca sociologica e capitalismo Non possono esserci dubbi che stiamo vivendo in una societ in
profonda trasformazione i cui elementi fondanti forse non riusciamo ancora a
definire con chiarezza. Societ post-industriale, ma anche societ dei lavori
ed impresa postfordista, in cui pluralizzazione degli orientamenti e delle
scelte si accompagnano a fenomeni di individualizzazione sia dei rapporti
sociali sia dei rapporti di lavoro. Ma quanto 'pesa' il lavoro oggi? Quanto
condiziona il riconoscimento sociale?
Tutti interrogativi ai quali gli
studiosi e gli operatori danno risposte predefinite attraverso modelli e
postulati utilizzati per il passato anche se recente. Ma possiamo realmente
'meglio' e pi significativamente comprendere societ e mondo del lavoro in
cui siamo oggi immersi?
Due sociologi classici ci offrono una risposta
attraverso i loro scritti, sia dal punto di vista metodologico (Weber) sia di
contenuto (Marx), indicando puntualmente (e quasi didatticamente) quale possa
essere il ruolo della ricerca sociologica (quella seria e feconda), mentre
l'ardore militante di Panzieri ci suggerisce come aggirare il rischio di
sussumere i risultati dell'indagine medesima entro una logica capitalistica
che non 'spiega' la societ, ma tenta di 'duplicare il reale nel pensiero'.
Tre scritti oramai perduti nel dimenticatoio e mai pubblicati da pi di un
decennio (Una nota metodologica impareggiabile di Weber; un questionario per
la 'Revue Socialiste' di Marx ed una sorta di 'guida' all'utilizzo non
strumentale dell'indagine empirica di Panzieri), vengono qui riproposti,
illustrati e 'utilizzati' per ridare voce alla ricerca sociologica
interpretativa capace di delineare scenari futuri. |

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Oscar Marchisio (a cura)
CINA & CAPITALISMO
Ovvero un matrimonio "quasi" riuscito La Cina la vera macchina del capitalismo; senza gli intoppi
religiosi o etici delle democrazie occidentali, ha finalmente trovato il suo
"spazio vitale". E' l che gli "spiriti animali" del
capitalismo possono esprimere tutta la loro forza e la loro energia e correre
in modo rapido, sviluppando tutta la potenza e capacit di sussunzione della
societ.
Nell'immensa nazione cinese, che nominalmente ancora
considerata comunista, la pura logica del profitto pu finalmente sfogare
tutta la sua "razionalit" e la sua pervasivit. Ma questa
"macchina perfetta" con una tale crescita, quantitativa e ad una tale
velocit, potrebbe ingenerare le premesse di uno squilibrio sociale e
economico sia interno che mondiale.
Con lo sviluppo capitalistico
cinese siamo giunti ai limiti "fisici" del globo, lo sviluppo, o
meglio la crescita del capitale, tocca i limiti fisici dell'energia, si
avvita in un processo che ha nelle sue stesse forme di crescita i suoi
limiti.
La Cina potrebbe provocare una tale crisi energetica da
sfociare in una acutizzazione violenta della spartizione delle risorse
petrolifere e potrebbe accelerare la crisi ambientale del mondo, provocando
un vistoso peggioramento del dissesto climatico.
Questo prefigurato
scenario apocalittico potrebbe avviare una riflessione positiva sul bisogno
di politiche ambientali globali e sul ridisegno del modello di sviluppo; in
ogni caso la portata del capitalismo in Cina apre una nuova fase
dell'economia mondiale.
In questo grande gioco il matrimonio
"quasi" riuscito potrebbe non essere perfetto perch la macchina
del capitale per valorizzarsi ha bisogno del soggetto sociale, anello critico
dell'intero processo politico-economico. |

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Gilda Farrell (a cura) FLEXICURITY. FLESSIBILITA' E WELFARE
Una sfida da raccogliere La flessibilit del lavoro si considera, generalmente, la sola
risposta possibile alla sempre pi aspra concorrenza mondiale. Dal momento
che essa implica, tuttavia, che il lavoro non sia pi un diritto (sinonimo di
sicurezza e di affermazione), la conseguenza di un simile sviluppo che si
indebolisce il contratto sociale vigente, basato sulla funzione integratrice
del lavoro. Si rischia che si arrivi a considerare il lavoro come un rapporto
sporadico, casualmente dipendente dalla congiuntura economica mondiale,
anzich un impegno reciproco stabile, che va a beneficio sia del datore di
lavoro sia dei lavoratori salariati. I tradizionali modelli occupazionali
europei si basano su un'organizzazione collettiva del lavoro, mentre i
modelli di occupazione flessibili tendono a rendere individuale il rapporto
datore di lavoro/salariato e a indebolire le identit collettive
precedentemente basate sul lavoro.
Per contenere i pericoli della
flessibilit, dobbiamo studiare la possibilit di dare vita a nuovi diritti o
di reinterpretare quelli esistenti, per facilitare il sempre pi frequente
passaggio da un lavoro a un altro: salvaguardia delle competenze connesse
all'impiego, considerazione dei percorsi professionali discontinui, offerta
di un'adeguata protezione sociale per incoraggiare le mobilit, lotta contro
il fattore "et" e conciliazione tra vita professionale e vita
privata.
Terry Davis
(Segretario Generale
del Consiglio d'Europa) |

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Associazione Nuovi Lavori Con il contributo di: B. Appay, L. Battistoni, M.
Beretta, M. P. Camusi, F. Chicchi, A. Cocozza, G. De Rita, C. Dell'Aringa, P.
Edwards, V. Fini, M. La Rosa, F. Liso, E. Mingione, R. Morese, K. Mortensen,
G. Mussari, S. Parisi, S. Pezzotta, C. Rondine, M. Sacconi, G. Schmid, T.
Treu, A. Tursilli IL "NUOVO" NEL MERCATO DEL LAVORO Il convegno internazionale Il "nuovo" nel mercato
del lavoro, stata l'occasione e l'opportunit per riflettere sul profilo
sociologico, giuridico ed economico delle nuove tipologie di rapporti di
lavoro individuati come "lavori non standard".
Attraverso un
approccio di tipo interdisciplinare, il convegno ha avuto un duplice
obiettivo: fornire una lettura approfondita delle principali tendenze che sta
assumendo il fenomeno in Italia, in continuo confronto con i principali Paesi
europei e stimolare l'individuazione di proposte che assicurino al lavoro un
futuro di compatibilit tra flessibilit e sicurezza.
Il confronto si
articolato su tre aspetti:
- Presentazione dei risultati
dell'indagine nazionale "Il nuovo nel mercato del lavoro: analisi delle
criticit e delle opportunit".
- Confronto internazionale tra la
"nuova flessibilit" del lavoro in Italia e i mercati del lavoro
nei principali Paesi europei.
- Il mondo economico, politico e
sindacale nelle politiche attive del lavoro e nell'evoluzione del mercato del
lavoro in Italia.
L'attivit dell'Associazione Nuovi Lavori si
sviluppa su alcune principali direzioni: realizzazione di studi e ricerche
sui temi del lavoro non standard, a livello nazionale ed europeo;
partecipazione a programmi e progetti nel settore dei nuovi lavori;
organizzazione di convegni, eventi seminariali, conferenze internazionali.
L'ANL partecipata da aziende, istituzioni di ricerca e studiosi. |

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Jean Louis Laville, Antonio David Cattani (a
cura) DIZIONARIO DELL'ALTRA ECONOMIA Il successo del liberismo in campo economico ha da lungo
tempo relegato nell'ombra una parte importante dell'economia reale. I suoi
sostenitori lo presentano inoltre come l'unico modello possibile di sviluppo.
Questa presunzione oggi contestata e messa fortemente in
discussione, in particolare dal movimento di protesta nato alla fine degli
anni novanta per chiedere un'altra globalizzazione rispetto a quella del
mercato e della libera circolazione delle merci. Quest'ultimo lontano dal
ridursi solamente ad una mera e sterile critica ideologica in grado di
elaborare un progetto alternativo e concreto per promuovere pi solidariet e
pi democrazia nella societ mondiale contemporanea.
proprio per
favorire tale riflessione che questo dizionario propone una prima sintesi
accessibile ed affidabile delle conoscenze disponibili in proposito. Tanto
interdisciplinare che internazionale esso offre al lettore una definizione
approfondita e sintetica di alcuni termini chiave dell'altra economia:
sviluppo sostenibile, commercio equo e solidale, economia solidale, terzo
settore, capitale sociale, dono, utopia, ecc.. Queste nozioni hanno una lunga
storia alle loro spalle ma sono allo stesso tempo di stringente attualit e
sono qui presentate da autorevoli studiosi internazionali.
Strumento
indispensabile per gli operatori dell'altra economia, i ricercatori, gli studenti,
quest'opera unisce all'analisi teorica dei problemi la considerazione e la
definizione di quelle pratiche sociali extramercato che sono ancora troppo
poco valorizzate nella societ attuale. Edizione
italiana a cura di
Federico Chicchi e
Michele La Rosa |

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Silvia Cozzi MIGRANTI E CLANDESTINI Questioni di confine Quanti sono i migranti che vivono e lavorano nel
territorio italiano pur senza essere in possesso di un regolare permesso di
soggiorno? E quanti, ancora, i migranti oggi regolari che hanno intrapreso il
loro percorso come 'clandestini'? Nel discorso scientifico e sociale le
esperienze migratorie vengono gran parte delle volte descritte come percorsi
lineari che, da un eventuale status di clandestinit, si concretizzano in un
passaggio definitivo verso la regolarit, e quindi in una progressiva
acquisizione di diritti e riconoscimento. A partire da un'analisi dei criteri
che definiscono lo status di regolarit - del loro legame con i discorsi
sociali e della loro interpretazione nelle pratiche istituzionali - nel
presente volume si cerca invece di metter luce su quelle zone grigie al
confine della regolarit; zone che, attraversate da regolari e irregolari,
permettono di osservare indirettamente anche le implicazioni, i rischi e gli
effetti - desiderati o meno - impliciti nelle politiche migratorie; zone
grigie, ancora, con cui le stesse istituzioni si trovano sempre pi
frequentemente a confronto, riproducendo, aggirando ed a volte stravolgendo
quello stesso confine. |

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Gilda Farrell, Sebastian Sperber (a cura) Con il contributo di: C. H. Frederiksen,
L. Gallino, B. Gazier, M. Hansenne, M. Houwerzijl, M. Jepsen, U. Klammer,
M.-A. Moreau, M. de Nanteuil, H. Risnen, L. Taskin, S. Thirion, T. Treu, A.
Vladychenko, T. Wilthagen FLESSIBILITA' DEL LAVORO Proposte politiche Secondo la definizione del Consiglio dEuropa, la coesione
sociale la capacit duna societ di assicurare il benessere di tutti i
suoi membri, di ridurre il pi possibile le disparit e di evitare la
polarizzazione. Una societ coesiva una comunit solidale composta di
individui liberi che perseguono scopi comuni attraverso vie democratiche. Si
pu facilmente constatare che i cambiamenti nella struttura e nellambito
giuridico del mondo del lavoro, come pure laumento della flessibilit del
lavoro, sembrano essere i principali elementi che minacciano la coesione
sociale. La flessibilit del lavoro suscita spesso un sentimento di
ridotta sicurezza e pu pregiudicare, come stato segnalato
dallOrganizzazione mondiale della sanit, la salute fisica e psichica. La
flessibilit del lavoro pu rappresentare unoccasione per alcuni, ma ad
altri, pu impedire laccesso ad un reddito stabile, alla protezione sociale
e ad un alloggio dignitoso; pu turbare un equilibrio salutare tra vita
professionale e vita famigliare e condurre a ritardare la decisione di avere
dei figli. In un mondo in cui il mercato del lavoro flessibile e i
migliori interventi non possono essere completamente e facilmente esportabili
da un paese o da una regione allaltra, essenziale trovare strumenti
concreti ed innovatori che possano rientrare in una strategia locale o
nazionale di coesione sociale. Tuttavia, le strategie che chiamiamo
flexicurity non sono tutte ugualmente compatibili con la coesione sociale. La presente opera propone alcune ipotesi per lattivit
politica. Offre spunti sui metodi per migliorare la protezione sociale,
adattare il diritto del lavoro, creare traiettorie sicure da un impiego
allaltro e conciliare vita famigliare e vita professionale. |

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Anne Salmon IMPRESA ETICA? Capitalismo e produzione di valori sociali Letica divenuta oggi una vera e propria sfida per le
imprese. Tuttavia se letica dimpresa si limitasse a riguardare una astratta
questione manageriale rischierebbe di apparire del tutto inutile ai
lavoratori. letica condannata a questa sterile prospettiva? Questo volume si propone, in un approccio sia teorico che
empirico, di studiare il tema delletica economica, fenomeno che pone sia la
questione fondamentale della produzione di valori sociali a partire dal
sistema capitalista, sia quella non meno importante di unadesione o di una
resistenza ai valori esclusivamente strumentali. Bisogna, infatti, rendersi
conto che letica largamente dipendente dalle condizioni sociali e in
particolare dalla partecipazione dei lavoratori. In questo senso letica
desiderabile fino a quando testimonianza di unesistenza morale comune ed
espressione della vitalit di una comunit. Cos, a meno di non distruggere
continuamente le comunit di lavoro, e a meno di non sostituire le regole
morali con delle anguste regole tecniche, le regole dazione capitalistiche
non potranno mai imporsi in maniera legittima senza tener conto di una loro
controparte essenziale: la collettivit. Questo libro si rivolge ad un pubblico universitario e
non, filosofi, sociologi del lavoro e delle organizzazioni, responsabili
delle risorse umane ma anche a lavoratori, manager e dirigenti di impresa,
sindacalisti ed a tutti gli attori della societ civile coinvolti in questo
dibattito. |
Associazione Nuovi Lavori
Con il contributo di: M. P. Camusi, G. Cavalca, M. Centra, M. C. Cimaglia, A.
IL MERCATO DEL LAVORO
Criticit e opportunit
Nel 1966 stata svolta unindagine campionaria fra i datori di lavoro e |
Jean-Louis Laville, Michele La Rosa
IMPRESA SOCIALE E CAPITALISMO CONTEMPORANEO
La grave crisi in atto del capitalismo mondiale rilancia ancora di pi la necessit di ripensare il sistema generale di regole, le modalit organizzative e gli obiettivi sociali del fare impresa. In tal senso lopportunit di progettare in modo nuovo e pi responsabile larticolazione degli istituti economici tradizionali con le loro finalit etiche esociali diviene oggi al contempo un dovere e una occasione da non perdere. Questo volume, in proposito, propone da parte di alcuni dei maggiori studiosi internazionali sul tema (italiani, europei e americani) una riflessione attorno allimpresa sociale, alle sue pi recenti evoluzioni e alle sue proprie caratteristiche costitutive. Mentre fino a pochi anni fa limpresa sociale era relegata ai margini dellattivit economica, negli ultimi anni la sua diffusione, seppur in forme giuridiche differenti da paese a paese, ha infatti maturato non solo una crescente e diffusa legittimit economica e sociale ma anche un forte ed aumentato interesse da parte di studiosi e analisti per la sua capacit di coniugare elementi imprenditoriali classici con la solidariet e la promozione del benessere sociale. Nonostante questo per la questione del governo del rapporto tra economia e societ resta nei fatti aperto e doveroso dessere ancora ulteriormente approfondito nelle sue diverse sfaccettature (giuridiche, etiche, economiche e sociali). Il presente volume intende inserirsi, attraverso le sue stimolanti riflessioni interdisciplinari dedicate allistituto dellimpresa sociale, proprio in seno a questo grande e urgente capitolo di riflessione sul presente capitalistico. |