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il Manifesto |
Quaderni Rossi
I QUADERNI ROSSI, fondati e diretti da Raniero Panzieri, cessano la pubblicazione nel 1965. Nel 1970 la SAPERE riceve da Giovanni Pirelli l’autorizzazione alla ristampa, che avviene in due cofanetti di quattro volumi ciascuno, cui si aggiunge due anni dopo il volume di scritti dello stesso Raniero Panzieri La ripresa del Marxismo-leninismo, curato da Dario lanzardo.
Di questi nove volumi per un totale di oltre 2800 pagine oggi viene presentato un DVD con i testi digitalizzati. Riproporre oggi i Quaderni Rossi non è soltanto un ritorno editoriale di una rivista che ha fatto storia, ma è un’occasione per riscoprire all’interno della ricchissima e complessa esperienza dei Quaderni Rossi significative potenzialità interpretative in seno alla discussione sociologica attuale sul capitalismo post-fordista.
Rileggere oggi i Quaderni Rossi può essere di stimolo per capire meglio l’evoluzione storica dei rapporti sociali di produzione avvenuti, e forse intuire quali proposte di aggiornamento concettuale della teoria critica al capitalismo sono oggi attuabili.
Questa nuova edizione si inserisce nel progetto “Il ’68: dai Quaderni Rossi alla morte di Moro”, promosso dalla SAPERE 2000 e nato dall’idea che per meglio comprendere il clima sociale, culturale e politico di oggi sia necessario rileggere quegli anni.
Il Comitato di redazione era formato da: Emilio Agazzi, Bianca Salvati Beccalli, Guglielmo Bianchi, Cesare Cappellino, Mario Carrara, Federico Codignola, Maria Coletti, Vittorio Campione, Eugenio Guglielminotti, Dario Lanzardo, Liliana Lanzardo, Edoarda Masi, Mario Miegge, Giovanni Mottura, Raniero Panzieri, Vittorio Rieser, Edda Salvadori Saccomanni, Michele Salvati, Renato Solmi, Massimo Vetere.
Collaboratori erano: Romano Alquati, Alberto Asor Rosa, Pino Ferraris, Vittorio Foa, Franco Fortini, Sergio Garavini, Giuseppe Muraro, Massimo Paci, Emilio Pugno, Mario Tronti, Franco Fortini. |